Tumore a cellule giganti

Cos’è il tumore a cellule giganti delle guaine tendinee?

Il tumore a cellule giganti delle guaine tendinee (o TCG) è un tumore benigno delle parti molli della mano. Dopo i gangli e le cisti è la neoformazione più frequente della mano. Si riscontra più frequentemente nelle donne tra i 40 e i 60 anni.

Origina dalle cellule sinoviali che costituiscono le guaine tendinee e si sviluppa, spesso sul versante palmare, come una massa di consistenza dura e aderente ai piani tissutali profondi.  Il TCG ha di norma uno sviluppo lento e può assumere una conformazione polilobata.

A volte può essere chiamato con nomi differenti, tra cui spesso mieloplassi della mano.

È fondamentale consultare un ortopedico specializzato in chirurgia della mano per una valutazione accurata e un piano di trattamento personalizzato in base alla gravità dei sintomi e alla condizione individuale. Il trattamento tempestivo e adeguato può aiutare a migliorare la qualità della vita per chi soffre di TCG.

Presso la Clinica San Martino è possibile avvalersi della valutazione e del trattamento in modo integrato da parte di medici specializzati nella chirurgia della mano e del polso e di terapisti della mano che seguono il paziente dalla diagnosi fino a completamento del percorso riabilitativo.

Quali sono i sintomi dei TCG?

I sintomi possono variare da persona a persona e sono principalmente correlati alle dimensioni ed alla posizione della massa tumorale. Essi includono:

  • Dolore
  • Gonfiore
  • Deformità ed ingrossamenti delle dita
  • Limitazioni funzionali e limitazioni della mobilità delle dita e delle articolazioni della mano
  • Formicolio e intorpidimento: spesso avvertiti nelle dita, specialmente nel pollice, indice, medio e parzialmente anulare. 

Quali sono le cause del TCG?

Il TCG origina dalle cellule sinoviali delle guaine tendinee della mano, tutta via le cause del suo sviluppo non sono completamente comprese.

La teoria più accreditata è quella iperplastica-infiammatoria, a seguito del riscontro di alcuni processi reattivi, tipici di processi infiammatori cronici e riparativi, all ‘interno di queste masse neoplastiche.

Diagnosi: quali esami sono necessari in caso di TCG? 

La diagnosi è suggerita dalla sintomatologia, dalla presenza di segni clinici e supportata dalla diagnostica per immagini.

  • Anamnesi: il chirurgo della mano presterà attenzione ai sintomi lamentati dal paziente, inquadrandoli dal punto di vista diagnostico
  • Esame obiettivo: il chirurgo della mano condurrà un esame fisico, test di sensibilità, forza muscolare ed interpreterà i segni riscontrati
  • RX della mano: al fine di valutare i segmenti ossei adiacenti alla massa
  • Ecografia: eventualmente richiesta per differenziare la massa solida da altre lesioni gangliari o cistiche
  • TC e RMN: necessarie in casi particolari, in cui sia necessario ottenere immagini dettagliate del tumore, della sua estensione e dei rapporti con strutture anatomiche nobili.

Quali sono le terapie per il TCG?

La terapia per i TCG dipende dalla gravità dei sintomi legati alla presenza del tumore, che sono correlati essenzialmente alla sua posizione ed alle sue dimensioni.

In caso di masse molto piccole e che non causano dolore o limitazioni funzionali è possibile effettuare un monitoraggio del tumore, senza procedere immediatamente alla asportazione chirurgica.

In presenza di masse di dimensioni rilevanti, dolore, limitazione della mobilità della dita, danni o compressione di strutture nobili vicine quali vasi e nervi, l’intervento chirurgico è raccomandato.

Esso viene eseguito in anestesia di plesso ed in regime di day-surgery. E’ fondamentale che l’asportazione del tumore venga eseguita  procedendo ad una accurata dissezione, poiché spesso il TCG è aderente ai nervi digitali. Va inoltre eseguita una asportazione il più radicale possibile per minimizzare il rischio di recidive.

Come si svolge il decorso postoperatorio?

In fase postoperatoria si mantiene una medicazione con garze sterili, ovatta e un bendaggio della mano per circa 10 giorni, durante i quali si deve evitare di bagnare la ferita e di eseguire sforzi.

Immediatamente dopo l’intervento è consentita la ripresa del movimento delle dita e l’utilizzo della mano per normali attività della vita quotidiana.

Un terapista della mano seguirà il paziente nel postoperatorio insegnando gli esercizi utili alla ripresa della funzione della mano operata ed illustrando le modalità di trattamento della cicatrice chirurgica, prevenendo esiti cicatriziali e recidive.

Quali sono i tempi di recupero?

10 giorni di riposo relativo.

4 settimane di astensione da attività manuali pesanti.

In 2 settimane dall’intervento è normalmente possibile la ripresa della maggior parte delle attività lavorative.

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