
Sindrome del Tunnel Carpale

Cos’è la Sindrome del Tunnel Carpale?
Il tunnel carpale è una struttura anatomica situata nel polso, costituita da un pavimento osseo e da un tetto membranoso derivante dal legamento trasverso del carpo. In questo tunnel decorrono il nervo mediano, da cui dipende la sensibilità delle prime quattro dita della mano, e numerosi tendini che controllano la flessione delle dita.
La sindrome del tunnel carpale (STC) è una condizione medica che si verifica quando il nervo mediano, che passa attraverso il tunnel carpale, viene compresso o intrappolato, causando sintomi come dolore, intorpidimento, formicolio e debolezza nella mano e nelle dita, spesso ad insorgenza notturna o durante il mantenimento prolungato di determinate posizioni.
È fondamentale consultare un ortopedico specializzato in chirurgia della mano per una valutazione accurata e un piano di trattamento personalizzato in base alla gravità dei sintomi e alla condizione individuale. Il trattamento tempestivo e adeguato può aiutare a migliorare la qualità della vita per chi soffre di sindrome del tunnel carpale.
Presso la Clinica San Martino è possibile avvalersi della valutazione e del trattamento in modo integrato da parte di medici specializzati nella chirurgia della mano e del polso e di terapisti della mano che seguono il paziente dalla diagnosi fino a completamento del percorso riabilitativo.
Quali sono i sintomi della Sindrome del Tunnel Carpale?
- Dolore e disagio: solitamente il paziente percepisce dolore a livello di mano, polso e dita, che può irradiare verso il braccio.
- Formicolio e intorpidimento: spesso avvertiti nelle dita, specialmente nel pollice, indice, medio e parzialmente anulare.
- Debolezza: difficoltà nel tenere oggetti o afferrare con forza a causa della debolezza muscolare.
Quali sono le cause della Sindrome del Tunnel Carpale?
La compressione del nervo mediano a livello del tunnel carpale è la principale causa di STC. Essa può avere origine spontanea o essere dovuta all’infiammazione dei tessuti circostanti o a condizioni come l’artrite, gonfiore, esiti di traumi o l’accumulo di liquido nel tunnel.
Diagnosi: quali esami sono necessari in caso di Sindrome del Tunnel Carpale?
La diagnosi è suggerita dalla sintomatologia, dalla presenza di segni clinici e supportata dagli studi della conduzione nervosa. In casi particolari può essere necessario eseguire una diagnostica per immagini.
- Anamnesi: il chirurgo della mano presterà attenzione ai sintomi lamentati dal paziente, inquadrandoli dal punto di vista diagnostico
- Esame obiettivo: il chirurgo della mano condurrà un esame fisico, test di sensibilità, forza muscolare ed interpreterà i segni riscontrati
- Elettromiografia (EMG) e studi di conduzione nervosa: indagini strumentali che possono confermare la compressione del nervo mediano e la compromissione della sua funzione di conduzione degli stimoli nervosi sia sensitivi che motori
Quali sono le terapie per la Sindrome del Tunnel Carpale?
Terapia conservativa: la terapia conservativa viene intrapresa per stadi iniziali di malattia e quando non siano ancora stati eseguiti trattamenti specifici per la risoluzione dei sintomi lamentati dal paziente.
Essa si avvale di:
- Tutori dedicati notturni e diurni, confezionati su misura dai nostri terapisti della mano, al fine di mantenere il polso in una posizione neutra e ridurre la pressione sul nervo mediano.
- Fisioterapia da parte di terapista della mano, con esercizi mirati che possono aiutare a rafforzare i muscoli e migliorare la flessibilità.
- Somministrazione di farmaci o integratori neurotrofici, costituiti da vitamine del gruppo B, acido alfa-lipoico, carnitina ed altre molecole antinfiammatorie che promuovono la salute delle fibre nervose e riducono l’infiammazione locale.
- Iniezioni di corticosteroidi: occasionalmente somministrate per ridurre l’infiammazione e alleviare i sintomi.
Terapia chirurgica: in caso di sintomi gravi e persistenti o se non vi è miglioramento con il trattamento conservativo, l’ortopedico potrebbe raccomandare un intervento chirurgico noto come decompressione del nervo mediano al polso, in cui il legamento trasverso del carpo viene sezionato per alleviare la pressione sul nervo.
Decompressione minivasiva endoscopica del nervo mediano
l’intervento, della durata di pochi minuti ed eseguito in anestesia locale con una piccola iniezione di anestetico al polso, viene condotto dai nostri specialisti di chirurgia della mano nella maggior parte dei casi per via mininvasiva endoscopica. Attraverso una incisione di poco più di 1 cm nella regione volare del polso, viene introdotto nel canale carpale uno speciale strumento dotato di telecamera e di una lama retrattile che consente la sezione del legamento trasverso del carpo e quindi la decompressione del nervo mediano ivi intrappolato.
In alcuni casi in cui è controindicata tale metodica, si può ricorrere alla tradizionale tecnica “open”, dove si esegue un incisione di circa 3 cm in senso longitudinale tra polso e palmo della mano, per poi procedere alla sezione del legamento trasverso del carpo.
Come si svolge il decorso postoperatorio dopo intervento per Sindrome del Tunnel Carpale?
In fase postoperatoria si mantiene una medicazione con garze sterili, ovatta e un bendaggio della mano per circa 10 giorni, durante i quali si deve evitare di bagnare la ferita e di eseguire sforzi. Da subito dopo l’intervento è consentito l’utilizzo della mano per normali attività della vita quotidiana. E’ opportuno evitare lavori manuali gravosi fino a un mese dopo l’intervento.
Un terapista della mano seguirà il paziente nel postoperatorio insegnando gli esercizi utili alla ripresa della funzione della mano operata ed illustrando le modalità di trattamento della cicatrice chirurgica, prevenendo esiti cicatriziali e recidive.
Quali sono i tempi di recupero da un intervento per Sindrome del Tunnel Carpale?
10 giorni di riposo relativo.
30 giorni di astensioni da attività manuali pesanti.
In due settimane dall’intervento è normalmente possibile la ripresa della maggior parte delle attività lavorative.
Nella maggior parte dei casi il paziente da subito apprezza la remissione dei formicolii e dei dolori che disturbano il riposo notturno, mentre possono essere necessari tempi più lunghi per ottenere il recupero dei disturbi sensitivi che avevano caratterizzato la sintomatologia, in relazione al grado di compressione del nervo presente prima dell’intervento.